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TERAPIE PER IL PEMFIGO ATTUALMENTE SOTTO SPERIMENTAZIONE

University of Pennsylvania, Department of Dermatology – 9/5/2008

LE ATTUALI E FUTURE TERAPIE PER IL PEMFIGO VULGARIS

Questa recensione si concentra sulle terapie del pemfigo/pemfigoide che sono attualmente in studio, nonchè sulle nuove terapie potenziali scaturite dai recenti progressi ottenuti nella comprensione della fisiopatologia di queste malattie.

In sostanza, essendo un articolo diretto agli americani, gli autori dell’articolo espongono prima tutte le terapie attualmente in uso e concludono con la speranza che possano essere approvate dal FDA la commissione americana.
(Tab. 1 descrive i meccanismi di azione. – Fig. 1 descrive gli obiettivi del medicinale – leggi articolo

Attuali Terapie

# MMF (MYCOPHENOLATE MOFETIL

In numerosi casi è risultato che l’uso del MMF nel trattamento del pemfigo permette di ridurre gli steroidi. E’ stata effettuata una sperimentazione clinica su 40 pazienti affetti da pemfigo. A caso sono stati trattati con methylprednisolone (2mg/Kg/giorno), azathioprina (2mg/Kg/giorno) e MMF (2g/giorno). La maggioranza dei pazienti trattati con azathioprina (72%) raggiunge la remissione completa (definita come completa re-epitelizzazione) in 74 giorni in confronto al 95% di quelli trattati con MMF, che raggiungono la remissione completa in 91 giorni. Il 33% dei pazienti trattati con azathioprina ed il 19% di quelli trattati con MMF sperimentano effetti collaterali negativi. Ma, a livello di statistica, nessuna di queste differenze è significativa e si può, dunque, concludere che i due medicinali hanno la stessa efficacia e sicurezza nel trattamento del pemfigo.
Ciononostante MMF deve essere usato con cautela. Dal 2% al 5% dei pazientiI che hanno fatto uso di questo medicinale hanno avuto gravi infezioni e setticemie. Dalle indagini effettuate prima e dopo l’uso dell’MMF risulta un aumento dei rischi di infezione o riattivazione del CMV, herpes zoster, micro batteri e tubercolosi.

# AZATHIOPRINA

Come già menzionato l’azathioprina (2mg/Kg/giorno) è stata somministrata su un campione di pazienti per dimostrarne l’efficacia e la sicurezza rispetto all’l MMF. Un’altra sperimentazione clinica è stata effettuata su 120 pazienti per confrontare l’efficacia di quattro diverse terapie: solo cortisone, cortisone associato ad azathioprina (2,5mg/Kg/giorno) a MMF (2mg/giorno) o a cyclophosphamide per via endovena.Le tre terapie con immunosoppressori sono risultate sicure ma il dosaggio di cortisone è stato inferiore nei pazienti trattati con azathioprina rispetto a quelli trattati con MMF dimostrando una maggiore efficacia dell’azathioprina. Si sottolinea che in questa sperimentazione il dosaggio dell’azathioprina 82,5mg/Kg/giorno) è stato maggiore di quello somministrato nella sperimentazione precedente e che nessuna delle due sperimentazioni ha usato il dosaggio massimo consentito di MMF (pari a 3mg/giorno).
Nei pazienti con polimorfismi genetici che generano una bassa o non esistente attività degli enzimi, si è riscontrato che l’uso dell’azathioprina può portare alla myelotossicità. Si stima che un 5% circa dei pazienti ne potrebbe essere affetto anche se i test genetici sui polimorfismi non sono facilmente effettuabili.

# IG PER VIA ENDOVENA CON O SENZA CYCLOPHOSPHAMIDE

Sono stati effettuati degli studi per vedere quale dei due trattamenti è più efficace nella diminuzione degli anticorpi del PV. Sia la cyclophospahamide che l’IVig sono stati studiati separatamente.

# DAPSONE

Fra tutti gli immunosoppressori mensionati è l’unico di categoria C (riferito alla gravidanza). Tutti gli altri sono categoria B sempre riferiti alla gravidanza. In uno studio è stato riportato che il Dapsone è effettivamente un agente che permette di ridurre l’uso degli steroidi nella fase di mantenimento del trattamento del PV. Uno studio successivo ha dimostrato una modesta efficacia del Dapsone. I pazienti trattati con dapsone (73%) e placebo (30%) ha potuto ridurre l’uso giornaliero del cortisone a 7,5mg.

# RITUXIMAB

Parecchi test clinici hanno dimostrato l’efficacia del rituximab (un anti CD20 mAb) nel trattamento del pemfigo. Un primo test è stato eseguito su 11 pazienti, il cui PV era particolarmente resistente ai medicinali abituali se pure in forti dosaggi. Questi pazienti sono stati sottoposti a due cicli di rituximab a settimana per 3 settimane e, in seguito, dopo una settimana, sono state somministrate IVIg (2g/Kg). Dopo di che sono stati sottoposti ad una infusione mensile di rituximab e IVIg per 4 mesi consecutivi. La maggioranza dei pazienti (9) hanno avuto una remissione da 22 a 37 mesi e nessun effetto collaterale.
Nel secondo test, in cui 21 pazienti sono stati sottoposti a 4 cicli settimanali di rituximab, 18 hanno avuto una remissione completa entro 90 giorni mentre 2 hanno sviluppato pielonefrite e setticemia grave. Altri rapporti hanno fatto notare che l’uso del rituximab può portare ad infezioni gravi ed a polmoniti. L’uso congiunto del rituximab e dell’IVIg mantiene meglio le immunità ma gli effetti terapeutici sono più lenti. Un confronto fra l’uso del rituximab come monoterapia e l’uso del rituximab associato ad IVIg sarebbe interessante per determinare qual è il più efficace e sicuro nel trattamento del pemfigo.

Future terapie

# AGENTI ANTI-TNF

L’interesse nell’utilizzo dell’anti TNF è nato quando è stato riscontrato che nel fluido delle bolle di pazienti affetti da PV, il TnF alpha è aumentato. Sono stati eseguiti dei test con Etanercept ed Infliximab (proteine derivate da ricettori umani solubili del TNF alpha) per via endovena. I primi risultati di questi test hanno indicato efficacia e sicurezza alla 18ma settimana.

# INIBITORI p38 MAPK

Il p38 MAPK è stato identificato come un potenziale bersaglioo per colpire nel primo stadio il PV attraverso uno schermo di fosfoproteine radiomarcati cheratinociti umani dopo il trattamento con PV IgG [47].
Successivamente, attivato il p38 MAPK è stato osservato nella pelle del paziente affetto da pemfigo [48], e la inibizione del p38 MAPK ha impedito l’eruzione nel modello murino con il trasferimento passivo del PV [49]. (PRATICAMENTE STA’ DICENDO CHE

INIBENDO IL P38 SI BLOCCA L’ERUZIONE

In attesa di approvazione:

L’MAPK p38 è un regolatore chiave di citochine infiammatorie, inclusivo del TNF alfa, I primi studi clinici del p38 MAPK come bersaglio nei disordini infiammatori, come l’artrite reumatoide, il morbo di Crohn e la psoriasi, ha sollevato questioni di sicurezza significativi, tra cui gli effetti sul fegato e sul sistema nervoso centrale, infezioni, malattie della pelle, e insufficienza renale [50, 51].
Questi primordiali composti prendono di mira il dominio della chinasi p38 attraverso l’inibizione completa del legame ATP. Nonostante strategie sofisticate per aumentare la loro specificità, molti di questi composti allosterici di seconda generazione p38 si legano agli inibitori delle chinasi cellulari di altri, forse per il loro profilo di massima tossicità [52]. (DICE CHE I FARMACI PER COLPIRE L’MAPK SONO ALTAMENTE TOSSICI)
Una generazione più recente di inibitore allosterici della MAPK p38, il KC-706 (Kemia Inc), viene valutata in uno studio multicentrico di fase II, in un trial aperto in pazienti con attivo e stabile PV per valutarne la sicurezza e l’efficacia del KC-706 (300 mg / giorno) per il raggiungimento della remissione, pur mantenendo dosi stabili di corticosteroidi e / o immunosoppressori per un periodo di 3 mesi [53].
Al momento della pubblicazione, il trial sta’ ancora reclutando pazienti. KC-706 ha già dimostrato l’efficacia nel trasferimento passivo murino nel modello PV [DS Rubenstein, comunicazione personale]. ( UNA GENERAZIONE PIU’ MODERNA COME L’KC-706 E’ IN FASE DI STUDIO)

# Blocco della catena CD40/CD154

L’interazione di CD40 (espressa da cellule B) e da CD154 (espresso in cellule T attivate), è un segnale fondamentale co-stimolatore per l’inizio della risposta immunitaria umorale delle cellule T-cell-dipendenti[54]. Un anticorpo monoclonale anti-CD154 ha dimostrato doti promettenti nel trattamento della nefrite lupica [55]. Il mAb è stato testato in una malattia attiva sui topi per il pemfigo vulgaris, in cui dei splenociti dai topi con mancanza di Dsg3 sono stati trasferiti a topi con mancanza di RAG2 che esprimono la Dsg3 [57].
Topi trattati con IgG negativo prima del trasferimento adottivo sviluppava anticorpi anti-Dsg3, con perdita di capelli a chiazze e delle mucose vesciche. Al contrario, i topi trattati con anticorpo monoclonale anti-CD154 non dimostravano alcuna evidenza del fenotipo PV o di una anti-Dsg3 risposta anticorpale sierica durante i 70 giorni. Quando anti-CD154 monoclonali erano reinfusi dopo il trasferimento adottivo, nessun effetto protettivo è stato osservato.
Sebbene questi studi suggeriscono che un blocco CD40/CD154 avrà scarso effetto sulla stabilita PV, non è noto se il trattamento sarebbe efficace nei pazienti in remissione PV per evitare le recidive future. Inoltre, in una forma endemica di pemfigo foliaceo con il 3,4% di prevalenza che è stata descritta nelle zone rurali del Brasile[57] sarebbe interessante determinare se il trattamento con mAb anti-CD154 potrebbe prevenire l’insorgenza della malattia in questa popolazione suscettibile alla malattia.

# AGONISTI COLINERGICI (CHOLINERGIC AGONIST

Aneddoticamente, e’ stato riportato che il PV migliora con il fumo delle sigarette [58], cosi’ come con gli agonisti colinergici pyridostigmina, carbachol e pilocarpina [59,60]. Studi suggeriscono che l’attivazione dei recettori clolinergici possono regolare i percorsi di segnalazione modulati dal IgG del PV, avendo quindi effetti sull’adesione delle cellule [61]. Questi risultati sono interessanti se si considerano i benefici clinici della nicotina in altre malattie infiammatorie come la colite ulcerativa [62].

# TERAPIA MIRATA CONTRO AUTOANTICORPI PATOGENI (Pathogenic autoantibody-targeted therapy

Gli autoanticorpi patogeni del PV anti-Dsg3 sono stati clonati dal modello per il PV di topo con malattia attiva [63], cosi come dai linfociti del sangue periferico di pazienti con PV [64,65]. L’assorbimento degli autoanticorpi patogeni del PV dal siero del PV usando specifici anticorpi anti-idiotipici hanno diminuito l’attività patogena del siero del paziente con PV dal quale gli anticorpi anti-idiotipici erano stati clonati.
[66]; questo supporta la validità della tecnica del “phage display” di catturare rilevanti repertori di anticorpi patogeni. Inoltre l’analisi genetica degli autoanticorpi anti-Dsg3 clonati ha dimostrato l’utilizzo delle catene pesanti dei geni che codificano la stretti a regione variabile. La restrizione dei geni degli autoanticorpi (descritta in un alto numero di stati immuni e autoimmuni) suggerisce che un numero limitato di geni che codificano la regione variabile degli anticorpi possono conferire l’abilita’ di legare un antigene target. Per esempio gli autoanticorpi anti-Rh(D) usano segmenti di catene pesanti di geni variabili che codificano polipeptidi con un punto isoelettrico piu’alto, che puo’ facilitare il legame con la membrana delle cellule rosse caricate negativamente [67]. A causa della conservazione dell’antigene Dsg tra i pazienti, le caratteristiche strutturali degli autoanticorpi comuni o l’utilizzo del gene puo’ essere identificato tra i pazienti con PV e quindi puo’ servire come target terapeutico.

# Vaccino PI-0824

La sperimentazione relativa al PI-0824 e’ stata interrotta.
Non sono state condotte ulteriori prove cliniche per il PI-0824 sul pemfigo Volgare, al momento della pubblicazione: 9 maggio 2008.
Questa la risposta del Presidente della Peptimmune:
Dear Signora dell’ Anppi, We are no longer developing PI-0824. I am sorry that I do not have better news. My best, T. P. M. President & CEO
Peptimmune, Inc. 64 Sidney Street, 4th Floor Cambridge, MA 02139 – 13 gennaio 2010
Cara Signora dell Anppi, Non siamo più in via di sviluppo PI-0824. Mi dispiace che non ho notizie migliori. Del mio meglio, Segue la firma.

# CONCLUSIONI

Clinicamente e scientificamente il PV è un modello di malattia autoimmune cronica, potenzialmente fatale per la quale, allo stato attuale, non ci sono medicinali adatti al trattamento approvati dal FDA (Food and Drugs Administration). Anche se si tratta di una malattia rara, il PV è diventato sempre di maggiore interesse quale target per lo sviluppo dei medicinali.
Ultimamente, la ricerca continua sull’immunologia e la biologia molecolare della malattia nonchè i numerosi test clinici eseguiti per valutare nuovi trattamenti del pemfigo, dovrebbero portare a trattamenti sicuri ed efficaci approvati dalla FDA.

Fonte: University of Pennsylvania, Department of Dermatology,
217A Clinical Research Building, 415 Curie Boulevard, Philadelphia, PA 19104, USA
Email: paynea@mail.med.upenn.edu
pubmed.gov

Staff pemfigo.it

Gli Immunosopressori

Quando un immunosoppressivo è usato con il prednisone, la dose dello stesso può spesso essere ridotta. Per questa ragione, gli immunosoppressivi sono spesso chiamati le medicine “risparmiatrici” degli steroidi. L’uso di un immunosoppressivo che riduce l’uso di steroidi, perciò, può aiutare ad abbassare gli effetti indesiderabili del prednisone.

Gli immunosoppressivi più comuni per trattare il pemfigo sono: azathioprine (e.g. Imuran®)
mycophenolate mofetil (MFM or CellCept®)
cyclophosphamide (Cytoxan®)Un altro valido farmaco immunosoppressivo per trattare il PV è il methotrexate.
Anche la Cyclosporine (Sandimmune®) viene usata per trattare il pemfigo, più frequentemente fuori dagli Stati Uniti.
Controindicazioni e precauzioni:*
Mentre possono essere molto efficaci nel trattamento del pemfigo e del pemfigoide , gli immunosoppressivi possono avere effetti collaterali seri. Questi includono mal di stomaco, nausea, vomito, dolori addominali, scurimento delle urine, feci chiare, e l’itterizia ( colore giallastro della pelle o del bianco degli occhi ). Un altro effetto collaterale serio è la riduzione dell’attività del midollo osseo, ma questo può essere monitorato con esami del sangue regolari. Saltuariamente, i pazienti che prendono immunosoppressivi, svilupperanno la pancreatite (infiammazione del pancreas) alcuni mesi dopo che hanno iniziato le terapie con queste medicine.
*Ricorda che queste medicine sono spesso ben tollerate dai pazienti di pemfigo e di pemfigoide. Comunque qualche effetto collaterale che puo’ colpire alcuni pazienti è sempre tenuto in considerazione.Molta attenzione deve essere sempre presa quando si usano gli immunosoppressivi. Di seguito vengono riportati alcuni utili suggerimenti. Evitare l’esposizione ad infezioni. Stare lontani da persone colpite da raffreddori, influenza, o altre infezioni.
Non prendere queste medicine con altre medicine, incluse quelle da banco, senza prima parlarne con il tuo dottore.
Per minimizzare potenziali problemi, lavarsi le mani prima di toccarsi gli occhi o all’interno del naso dopo avere maneggiato queste medicine. Ogni qualvolta possibile non dovrebbero essere usati da donne incinte senza attentamente valutarne i pro e contro nell’uso degli stessi. L’uso di immunosoppressivi dovrebbe essere evitato in pazienti che allattano.
Esami di sangue dovrebbero essere eseguiti di routine, perché queste medicine possono abbassare alcuni valori del sangue.Websites collegati:Azathioprine (Imuran®)

http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/druginfo/medmaster/a682167.html
http://www.rxlist.com/cgi/generic/azathioprine.htm
http://www.healthcentral.com/mhc/top/001686.cfm?src=ls
http://www.medsafe.govt.nz/consumers/cmi/i/Imuran.htm
http://www.medicinenet.com/azathioprine/article.htm
http://www.drugstore.com/pharmacy/drugindex/rxsearch.asp?search=imuran Mycophenolate (MFM or CellCept)

http://www.rocheusa.com/products/cellcept/
http://www.rxlist.com/cgi/generic3/cellcept.htm
http://www.classkids.org/library/cellcept.htm
http://www.drugs.com/sch/cellcept
http://www.drugstore.com/pharmacy/drugindex/rxsearch.asp?search=cellceptMethotrexate (Rheumatrex®, MTX®)

http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/druginfo/medmaster/a682019.html
http://www.rxlist.com/cgi/generic/mtx.htm
http://www.medicinenet.com/methotrexate/article.htmCytoxan http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/druginfo/medmaster/a682080.html
http://www.rxlist.com/cgi/generic3/cyclophosphamide.htm
http://www.medicinenet.com/cyclophosphamide/article.htm
http://wwtrx=1Z5007 w.drugstore.com/pharmacy/drugindex/rxsearch.asp?search=cyclophosphmide&expand=Cytoxan& Cyclosporine (Sandimmune®, Neoral®)

http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/druginfo/medmaster/a601207.html
http://www.mayoclinic.com/invoke.cfm?objectid=8745B9BB-9FBC-4D1D-A29C6C4A888BE5E0
http://www.drugstore.com/pharmacy/drugindex/rxsearch.asp?search=cyclosporine

Fonte: http://www.pemphigus.orgTraduzione: vittoria@gregorio.fsnet.co.uk — www.pemfriends.co.uk

Le medicine che sopprimono il sistema immunitario, chiamati anche immunosoppressivi, sono di solito usati nella combinazione con il prednisone. Questi tipi di medicine sono usati per i pazienti che hanno avuto trapianti di organi o tessuti, quale il trapianto di rene. Essi diminuiscono le difese naturali dell’organismo ai corpi estranei, in tal modo prevenendo il rifiuto dell’organo trapiantato da parte del soggetto. Questo calo nell’attività del sistema immunitario del corpo fa si, che gli immunosoppressivi siano utili nel trattamento di malattie autoimmunitarie, come il pemfigo ed il pemfigoide.

Peptimmune: studio sul peptide PI-0824

Peptimmune Inc. e Orphane Europe stanno lavorando insieme per sviluppare ulteriormente la immunoterapia con il peptide PI-0824.
Lo scopo di questa collaborazione, è di portare sul mercato un nuovo farmaco, più efficace, in grado di curare questo raro disagio della pelle autoimmune , minaccioso per la vita stessa.
La immunoterapia con il peptide della Peptimmune per il pemfigo volgare ha già completato la Fase I/II dello sviluppo clinico.
La sostanza del farmaco attivo nel PI-0824 contiene la cellula T immunodominante di DSg3 (desmogleina 3).
La Compagnia ha identificato l’epitope stabilizzato su diverse linee di ricerca, inclusa una cristallografia a raggi X;
Analisi strutturali basate sul computer e studi immunologici con le linee cellulari hanno dimostrato pazienti affetti da pemfigo Volgare con uno specifico allele MHC Class.
Il peptide che contiene la sostanza attiva del farmaco nel PI-0824, è un peptide sintetico costituito da 19 amminoacidi.

L’approccio della Peptimmune alla cura del pemfigo volgare è di ristabilire uno stato di tolleranza nel sottoinsieme delle cellule CD4+ che distinguono l’epitope pemfigo immunodominante dalla desmogleina 3 in modo di non stimolare ulteriormente le cellule B patogene a proliferare e produrre anticorpi.
Lo scopo di questa nuova terapia è quello di sopprimere selettivamente la produzione di anticorpi anti-DSg3, gli agenti patogeni del Pemfigo Volgare.
Attualmente, la maggior parte dei pazienti affetti da Pemfigo Volgare è curata con alte dosi di stereoidi e farmaci che sopprimono il sistema immunitario nello sforzo di diminuire la produzione di questi anticorpi.
Sfortunatamente, queste medicazioni sono accompagnate da seri effetti collaterali che spesso continuano a risultare anche dopo la cessazione dell’uso dei farmaci.
Si spera che l’uso del PI-0824 ridurrà o addirittura potrà potenzialmente eliminare il bisogno di alte dosi di stereoidi e di farmaci per sopprimere il sistema immunitario.

Sviluppo PreClinico
Gli studi non-GLP preliminari vennero effettuati su topi e cani.
Quattro studi GLP vennero effettuati sempre su topi e cani in modo da esaminare in maniera più completa la tossicità del PI-0824.
In dosi superiori ai 100 mg/kg nei topi e superiori ai 30 mg/kg nei cani non è stata percepita nessuna evidenza di tossicità sistematica.
I risultati di questi quattro studi, insieme alle pubblicazioni sulla evidente tolleranza indotta dalla peptina negli studi clinici e preclinici su diversi disagi autoimmuni, rendono evidente il fatto che una somministrazione endovenosa di PI-0824 nei pazienti affetti da Pemfigo Volgare può condurre ad un miglioramento del loro disagio apportando rari, se non nessuno, effetti collaterali restii.

— articolo originale —

Peptimmune Inc. and Orphan Europe are working together to further develop PI-0824 peptide immunotherapy. The aim of the collaboration is to bring to market a new efficient drug to treat this rare, life-threatening, autoimmune skin disease. Peptimmune’s peptide immunotherapy for pemphigus vulgaris has completed Phase I/II clinical development. The active drug substance in PI-0824 contains the immunodominant T-cell epitope of DSg3 (desmoglein 3). The company identified the epitope based on several lines of research, including x-ray crystallography; computer based structural analysis and immunologic studies with cell lines obtained from PV patients with a specific MHC Class II allele. The peptide that comprises the active drug substance in PI-0824 is a synthetic peptide consisting of 19 amino acids.

Peptimmune’s approach to the treatment of pemphigus vulgaris is to re-establish a tolerant state in the subset of CD4+ cells that recognize the immunodominant pemphigus epitope from desmoglein 3 to no longer stimulate pathogenic B-cells to proliferate and produce antibody. The goal of this new therapy is to selectively suppress the production of anti-DSg3 antibodies, the pathogenic agent in pemphigus vulgaris. Currently, most patients with PV are treated with high doses of steroids and drugs that suppress the immune system in an effort to decrease the production of these antibodies. Unfortunately these medications are associated with serious and difficult side effects that often result in the discontinuation of their use. It is hoped that use of PI-0824 will reduce or potentially eliminate the need for high dose steroids and drugs that suppress the immune system.

Preclinical Development
Preliminary non-GLP studies were conducted in mice rats and dogs. Four GLP studies were conducted in mice and dogs in order to more fully examine the toxicity of PI-0824. In doses up to 100 mg/kg in mice and up to 30 mg/kg in dogs there was no discernible evidence of systemic toxicity. The results of these four studies together with published evidence of peptide-induced tolerance in preclinical and clinical studies on several autoimmune diseases, provide evidence that intravenous administration of PV patients with PI-0824 may lead to the amelioration of their disease with few, if any untoward side effects.

Fonte: http://www.peptimmune.com/

Nota dell’ ANPPI: Purtroppo comunichiamo alle persone che hanno letto questo articolo che in data 13 gennaio 2010 un incaricato della Peptimmune ci ha risposto così:

Dear Signora dell’ Anppi,
We are no longer developing PI-0824.

I am sorry that I do not have better news.

My best,

T. P. M.

President & CEO

Peptimmune, Inc.

64 Sidney Street, 4th Floor

Cambridge, MA 02139

+1 (617) 642-8677 mobile/voicemail

Siamo spiacenti ma le aspettative su questa ricerca sono state deludenti e la ricerca sembra sia stata abbandonata. Noi ci interesseremo ugualmente nel caso ci fossero delle variazioni.
Staff. Pemfigo.it