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TERAPIE PER IL PEMFIGO ATTUALMENTE SOTTO SPERIMENTAZIONE

University of Pennsylvania, Department of Dermatology – 9/5/2008

LE ATTUALI E FUTURE TERAPIE PER IL PEMFIGO VULGARIS

Questa recensione si concentra sulle terapie del pemfigo/pemfigoide che sono attualmente in studio, nonchè sulle nuove terapie potenziali scaturite dai recenti progressi ottenuti nella comprensione della fisiopatologia di queste malattie.

In sostanza, essendo un articolo diretto agli americani, gli autori dell’articolo espongono prima tutte le terapie attualmente in uso e concludono con la speranza che possano essere approvate dal FDA la commissione americana.
(Tab. 1 descrive i meccanismi di azione. – Fig. 1 descrive gli obiettivi del medicinale – leggi articolo

Attuali Terapie

# MMF (MYCOPHENOLATE MOFETIL

In numerosi casi è risultato che l’uso del MMF nel trattamento del pemfigo permette di ridurre gli steroidi. E’ stata effettuata una sperimentazione clinica su 40 pazienti affetti da pemfigo. A caso sono stati trattati con methylprednisolone (2mg/Kg/giorno), azathioprina (2mg/Kg/giorno) e MMF (2g/giorno). La maggioranza dei pazienti trattati con azathioprina (72%) raggiunge la remissione completa (definita come completa re-epitelizzazione) in 74 giorni in confronto al 95% di quelli trattati con MMF, che raggiungono la remissione completa in 91 giorni. Il 33% dei pazienti trattati con azathioprina ed il 19% di quelli trattati con MMF sperimentano effetti collaterali negativi. Ma, a livello di statistica, nessuna di queste differenze è significativa e si può, dunque, concludere che i due medicinali hanno la stessa efficacia e sicurezza nel trattamento del pemfigo.
Ciononostante MMF deve essere usato con cautela. Dal 2% al 5% dei pazientiI che hanno fatto uso di questo medicinale hanno avuto gravi infezioni e setticemie. Dalle indagini effettuate prima e dopo l’uso dell’MMF risulta un aumento dei rischi di infezione o riattivazione del CMV, herpes zoster, micro batteri e tubercolosi.

# AZATHIOPRINA

Come già menzionato l’azathioprina (2mg/Kg/giorno) è stata somministrata su un campione di pazienti per dimostrarne l’efficacia e la sicurezza rispetto all’l MMF. Un’altra sperimentazione clinica è stata effettuata su 120 pazienti per confrontare l’efficacia di quattro diverse terapie: solo cortisone, cortisone associato ad azathioprina (2,5mg/Kg/giorno) a MMF (2mg/giorno) o a cyclophosphamide per via endovena.Le tre terapie con immunosoppressori sono risultate sicure ma il dosaggio di cortisone è stato inferiore nei pazienti trattati con azathioprina rispetto a quelli trattati con MMF dimostrando una maggiore efficacia dell’azathioprina. Si sottolinea che in questa sperimentazione il dosaggio dell’azathioprina 82,5mg/Kg/giorno) è stato maggiore di quello somministrato nella sperimentazione precedente e che nessuna delle due sperimentazioni ha usato il dosaggio massimo consentito di MMF (pari a 3mg/giorno).
Nei pazienti con polimorfismi genetici che generano una bassa o non esistente attività degli enzimi, si è riscontrato che l’uso dell’azathioprina può portare alla myelotossicità. Si stima che un 5% circa dei pazienti ne potrebbe essere affetto anche se i test genetici sui polimorfismi non sono facilmente effettuabili.

# IG PER VIA ENDOVENA CON O SENZA CYCLOPHOSPHAMIDE

Sono stati effettuati degli studi per vedere quale dei due trattamenti è più efficace nella diminuzione degli anticorpi del PV. Sia la cyclophospahamide che l’IVig sono stati studiati separatamente.

# DAPSONE

Fra tutti gli immunosoppressori mensionati è l’unico di categoria C (riferito alla gravidanza). Tutti gli altri sono categoria B sempre riferiti alla gravidanza. In uno studio è stato riportato che il Dapsone è effettivamente un agente che permette di ridurre l’uso degli steroidi nella fase di mantenimento del trattamento del PV. Uno studio successivo ha dimostrato una modesta efficacia del Dapsone. I pazienti trattati con dapsone (73%) e placebo (30%) ha potuto ridurre l’uso giornaliero del cortisone a 7,5mg.

# RITUXIMAB

Parecchi test clinici hanno dimostrato l’efficacia del rituximab (un anti CD20 mAb) nel trattamento del pemfigo. Un primo test è stato eseguito su 11 pazienti, il cui PV era particolarmente resistente ai medicinali abituali se pure in forti dosaggi. Questi pazienti sono stati sottoposti a due cicli di rituximab a settimana per 3 settimane e, in seguito, dopo una settimana, sono state somministrate IVIg (2g/Kg). Dopo di che sono stati sottoposti ad una infusione mensile di rituximab e IVIg per 4 mesi consecutivi. La maggioranza dei pazienti (9) hanno avuto una remissione da 22 a 37 mesi e nessun effetto collaterale.
Nel secondo test, in cui 21 pazienti sono stati sottoposti a 4 cicli settimanali di rituximab, 18 hanno avuto una remissione completa entro 90 giorni mentre 2 hanno sviluppato pielonefrite e setticemia grave. Altri rapporti hanno fatto notare che l’uso del rituximab può portare ad infezioni gravi ed a polmoniti. L’uso congiunto del rituximab e dell’IVIg mantiene meglio le immunità ma gli effetti terapeutici sono più lenti. Un confronto fra l’uso del rituximab come monoterapia e l’uso del rituximab associato ad IVIg sarebbe interessante per determinare qual è il più efficace e sicuro nel trattamento del pemfigo.

Future terapie

# AGENTI ANTI-TNF

L’interesse nell’utilizzo dell’anti TNF è nato quando è stato riscontrato che nel fluido delle bolle di pazienti affetti da PV, il TnF alpha è aumentato. Sono stati eseguiti dei test con Etanercept ed Infliximab (proteine derivate da ricettori umani solubili del TNF alpha) per via endovena. I primi risultati di questi test hanno indicato efficacia e sicurezza alla 18ma settimana.

# INIBITORI p38 MAPK

Il p38 MAPK è stato identificato come un potenziale bersaglioo per colpire nel primo stadio il PV attraverso uno schermo di fosfoproteine radiomarcati cheratinociti umani dopo il trattamento con PV IgG [47].
Successivamente, attivato il p38 MAPK è stato osservato nella pelle del paziente affetto da pemfigo [48], e la inibizione del p38 MAPK ha impedito l’eruzione nel modello murino con il trasferimento passivo del PV [49]. (PRATICAMENTE STA’ DICENDO CHE

INIBENDO IL P38 SI BLOCCA L’ERUZIONE

In attesa di approvazione:

L’MAPK p38 è un regolatore chiave di citochine infiammatorie, inclusivo del TNF alfa, I primi studi clinici del p38 MAPK come bersaglio nei disordini infiammatori, come l’artrite reumatoide, il morbo di Crohn e la psoriasi, ha sollevato questioni di sicurezza significativi, tra cui gli effetti sul fegato e sul sistema nervoso centrale, infezioni, malattie della pelle, e insufficienza renale [50, 51].
Questi primordiali composti prendono di mira il dominio della chinasi p38 attraverso l’inibizione completa del legame ATP. Nonostante strategie sofisticate per aumentare la loro specificità, molti di questi composti allosterici di seconda generazione p38 si legano agli inibitori delle chinasi cellulari di altri, forse per il loro profilo di massima tossicità [52]. (DICE CHE I FARMACI PER COLPIRE L’MAPK SONO ALTAMENTE TOSSICI)
Una generazione più recente di inibitore allosterici della MAPK p38, il KC-706 (Kemia Inc), viene valutata in uno studio multicentrico di fase II, in un trial aperto in pazienti con attivo e stabile PV per valutarne la sicurezza e l’efficacia del KC-706 (300 mg / giorno) per il raggiungimento della remissione, pur mantenendo dosi stabili di corticosteroidi e / o immunosoppressori per un periodo di 3 mesi [53].
Al momento della pubblicazione, il trial sta’ ancora reclutando pazienti. KC-706 ha già dimostrato l’efficacia nel trasferimento passivo murino nel modello PV [DS Rubenstein, comunicazione personale]. ( UNA GENERAZIONE PIU’ MODERNA COME L’KC-706 E’ IN FASE DI STUDIO)

# Blocco della catena CD40/CD154

L’interazione di CD40 (espressa da cellule B) e da CD154 (espresso in cellule T attivate), è un segnale fondamentale co-stimolatore per l’inizio della risposta immunitaria umorale delle cellule T-cell-dipendenti[54]. Un anticorpo monoclonale anti-CD154 ha dimostrato doti promettenti nel trattamento della nefrite lupica [55]. Il mAb è stato testato in una malattia attiva sui topi per il pemfigo vulgaris, in cui dei splenociti dai topi con mancanza di Dsg3 sono stati trasferiti a topi con mancanza di RAG2 che esprimono la Dsg3 [57].
Topi trattati con IgG negativo prima del trasferimento adottivo sviluppava anticorpi anti-Dsg3, con perdita di capelli a chiazze e delle mucose vesciche. Al contrario, i topi trattati con anticorpo monoclonale anti-CD154 non dimostravano alcuna evidenza del fenotipo PV o di una anti-Dsg3 risposta anticorpale sierica durante i 70 giorni. Quando anti-CD154 monoclonali erano reinfusi dopo il trasferimento adottivo, nessun effetto protettivo è stato osservato.
Sebbene questi studi suggeriscono che un blocco CD40/CD154 avrà scarso effetto sulla stabilita PV, non è noto se il trattamento sarebbe efficace nei pazienti in remissione PV per evitare le recidive future. Inoltre, in una forma endemica di pemfigo foliaceo con il 3,4% di prevalenza che è stata descritta nelle zone rurali del Brasile[57] sarebbe interessante determinare se il trattamento con mAb anti-CD154 potrebbe prevenire l’insorgenza della malattia in questa popolazione suscettibile alla malattia.

# AGONISTI COLINERGICI (CHOLINERGIC AGONIST

Aneddoticamente, e’ stato riportato che il PV migliora con il fumo delle sigarette [58], cosi’ come con gli agonisti colinergici pyridostigmina, carbachol e pilocarpina [59,60]. Studi suggeriscono che l’attivazione dei recettori clolinergici possono regolare i percorsi di segnalazione modulati dal IgG del PV, avendo quindi effetti sull’adesione delle cellule [61]. Questi risultati sono interessanti se si considerano i benefici clinici della nicotina in altre malattie infiammatorie come la colite ulcerativa [62].

# TERAPIA MIRATA CONTRO AUTOANTICORPI PATOGENI (Pathogenic autoantibody-targeted therapy

Gli autoanticorpi patogeni del PV anti-Dsg3 sono stati clonati dal modello per il PV di topo con malattia attiva [63], cosi come dai linfociti del sangue periferico di pazienti con PV [64,65]. L’assorbimento degli autoanticorpi patogeni del PV dal siero del PV usando specifici anticorpi anti-idiotipici hanno diminuito l’attività patogena del siero del paziente con PV dal quale gli anticorpi anti-idiotipici erano stati clonati.
[66]; questo supporta la validità della tecnica del “phage display” di catturare rilevanti repertori di anticorpi patogeni. Inoltre l’analisi genetica degli autoanticorpi anti-Dsg3 clonati ha dimostrato l’utilizzo delle catene pesanti dei geni che codificano la stretti a regione variabile. La restrizione dei geni degli autoanticorpi (descritta in un alto numero di stati immuni e autoimmuni) suggerisce che un numero limitato di geni che codificano la regione variabile degli anticorpi possono conferire l’abilita’ di legare un antigene target. Per esempio gli autoanticorpi anti-Rh(D) usano segmenti di catene pesanti di geni variabili che codificano polipeptidi con un punto isoelettrico piu’alto, che puo’ facilitare il legame con la membrana delle cellule rosse caricate negativamente [67]. A causa della conservazione dell’antigene Dsg tra i pazienti, le caratteristiche strutturali degli autoanticorpi comuni o l’utilizzo del gene puo’ essere identificato tra i pazienti con PV e quindi puo’ servire come target terapeutico.

# Vaccino PI-0824

La sperimentazione relativa al PI-0824 e’ stata interrotta.
Non sono state condotte ulteriori prove cliniche per il PI-0824 sul pemfigo Volgare, al momento della pubblicazione: 9 maggio 2008.
Questa la risposta del Presidente della Peptimmune:
Dear Signora dell’ Anppi, We are no longer developing PI-0824. I am sorry that I do not have better news. My best, T. P. M. President & CEO
Peptimmune, Inc. 64 Sidney Street, 4th Floor Cambridge, MA 02139 – 13 gennaio 2010
Cara Signora dell Anppi, Non siamo più in via di sviluppo PI-0824. Mi dispiace che non ho notizie migliori. Del mio meglio, Segue la firma.

# CONCLUSIONI

Clinicamente e scientificamente il PV è un modello di malattia autoimmune cronica, potenzialmente fatale per la quale, allo stato attuale, non ci sono medicinali adatti al trattamento approvati dal FDA (Food and Drugs Administration). Anche se si tratta di una malattia rara, il PV è diventato sempre di maggiore interesse quale target per lo sviluppo dei medicinali.
Ultimamente, la ricerca continua sull’immunologia e la biologia molecolare della malattia nonchè i numerosi test clinici eseguiti per valutare nuovi trattamenti del pemfigo, dovrebbero portare a trattamenti sicuri ed efficaci approvati dalla FDA.

Fonte: University of Pennsylvania, Department of Dermatology,
217A Clinical Research Building, 415 Curie Boulevard, Philadelphia, PA 19104, USA
Email: paynea@mail.med.upenn.edu
pubmed.gov

Staff pemfigo.it

Farmaci e Alimenti

Domanda:  Quali  Farmaci  possono  assumere?

Norme Comportamentali sul Pemfigo

Lunedì 27 Agosto 2007

Eziologia

• Farmaci: penicilline, pirazolonici,
interferoni
• Agenti fisici: ustioni, radiazioni
ionizzanti
• Virus (Herpesviridae)
• Ormoni (gravidanza, Malattia di
Graves)
• Alimenti (aglio, porri)
• Stress emozionali

Antibiotici Penicillina e derivati Cefalexina
Ceftriaxone  Rifampicina

Pirazolonici ed altri FANS Acetilsilicilato di lisina   Aminifenazone
Aminopirina  Azapropazone  Fenilbutazione  Feprazone  Indometacina  Ossifenilbutazone

Tioli Aurotiomalato sodico   Captopril
Penicillamina  Piritinolo
Piroxicam  Tiamazolo
Tiopronina

Altri IFN- ß + IL-2   Enalapril
Fenobarbital   Levodopa
Propanololo

PEMFIGO VOLGARE
Scully C, Challacombe

fonte: http://odontoiatria.campusnet.unito.it


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10 maggio 2010

Università degli Studi di Bologna Facoltà di Medicina e Chirurgia
CLINICA DERMATOLOGICA
Direttore: Prof.ssa Annalisa Patrizi

ELENCO DEI FARMACI

ANTIBIOTICI:
- penicillina e derivati
- cefalosporine
- rifampicina
-
FARMACI PER IL SISTEMA NERVOSO:

- 5-tiopiridossina piritinolo
- Levodopoa
- Fenobarbital
- Eroina

ACE-INIBITORI:
-captopril
-enalapril
-cilazapril
-fosinopril
-ramipril
-lisinopril

CITOCHINE:
- interferon-alfa
- interferon-beta
- interleuchina-2
- imiquimod

PIRAZOLONICI E ALTRI FANS:

- fenilbutazone
- ossifenilbutazone
- azapropazone
- aminofenazone
- noramidopirina
- aminopirina
- aspirina
- piroxicam
- diclofenac
- nimesulide

EPATOPROTETTORI:
- tiopronina

MUCOLITICI:
- acetil-cisteina

MISCELLANEA:

- antireumatici: penicilllamina, aurotiomalato di sodio
- betabloccanti: propanololo
- calcioantagonisti: nifedipina
- ormoni: progesterone
- chinolonici: norfloxacina
- vasodilatatori: indapamide
- retinoidi: isotretinoina
- pesticidi: pentaclorfenolo.

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Università degli Studi di Bologna
Facoltà di Medicina e Chirurgia
CLINICA DERMATOLOGICA
Direttore: Prof.ssa Annalisa Patrizi

NORME IGIENICO-COMPORTAMENTALI PER I PZ AFFETTI DA PEMFIGO

NORME GENERALI
Evitare:

- uso indiscriminato e abuso di farmaci
- vaccinazioni non assolutamente necessarie
- ustioni solari e termiche
- protratte esposizioni a raggi UV (lampade o lettini abbronzanti)
- saune e trattamenti elettromedicali
- esposizione a radiazioni ionizzanti
- procedure cosmetologiche aggressive (dermoabrasione, peeling)
- stress psicoemotivi

NORME DIETETICHE:
Evitare:
- cibi e condimenti con piante del genere Allium (aglio, cipolla, porro, erba cipollina, scalogno)
- cibi contenti isocianati (mostarda, rape, ravanello, cavolfiore, cavoletti di Bruxelles, broccoli)
- cibi contenenti fenoli o tannini (pepe nero, peperoncino rosso, tè, vino rosso, more, ciliegie)
- caffè, cioccolate (cibi ricchi di tannini)
- bevande e cibi troppo caldi
Consigliati:
- dieta variata
- abbondante consumo di latte

NORME PARTICOLARI:
Evitare l’uso di farmaci potenzialmente capaci di indurre o slatentizzare il pemfigo. Eventualmente sostituirli con altre categorie di farmaci ad azione terapeutica simile, ma non a rischio, ad esempio:

1. PENICILLINA sostituibile con: MACROLIDI

2. AMPICILLINA sostituibile con: MACROLIDI

3. CEFALOSPORINE sostituibile con: MACROLIDI

4. AC. ACETILSALICILICO
(ASPIRINA) sostituibile con: PARACETAMOLO

5. PIROXICAM sostituibile con: PARACETAMOLO

6. DICLOFENAC sostituibile con: PARACETAMOLO

7. ACE-INIBITORI sostituibile con: ANTAGONISTI DEI RECETTORI DELL’ANGIOTENSINA II (SARTANI)

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PEMFIGO E ALIMENTAZIONE

Ci sono cibi che dovrei evitare?

Risponde alla domanda la Dr. Sarah Brennero e Dr. Ethel Tur di Tel Aviv Sourasky Medical Center dell’Università di Tel Aviv in Israele.

QUESTO DOTTORE HA PUBBLICATO UNO STUDIO SU DIETA E PEMFIGO

Cibi che ti mangiano?

Non si sa la causa del pemfigo, ma ci sono sostanze che la possono provocare e includono: penicillamine, captopul and ritampicin.

Alcuni nutrienti hanno una composizione simile a quella delle sostanze di cui sopra e quindi possono agire in modo simile, bisogna eliminarli per gestire la malattia

I cibi in questione contengono uno o piu’ di questi 4 ingredienti:

TIOLI, ISOTIOCIANATI, FENOLI O TANNINI

TIOLI:
l’aglio e altri membri del gruppo “Allium” come le cipolle, diverse qualita’ di aglio, porri,

ISOTIOCIANATI:
(oli di mostarda) si trovano in 3200 specie di piante fra cui la mostarda, rafano, barbarea, rape, broccoli, radicchio, cavolo, cavolini di bruxsel e cavolfiore.
I capperi sono cugini vicini. …insomma evitare le salse con mostarda ecc.
irritano le mucose e producono le bolle

FENOLI:
Il pemfigo puo’ essere indotto topicamente.
L”eritema e’ causato da una tintura di benzoina che a contatto con cromati causa il pemfigo. L’ “Urushiol” causa dermatite da contatto e si trova nella quercia velenosa, edera velenosa, sono erbe della famiglia del mango, pistacchio e anacardi (noci).

I dolcificanti artificiali come l’aspartame sono fenolici e comuni a molti additivi, come i conservanti, coloranti, aromi, sodio benzoato, tartrazina (giallo 5) vanillina, eugenolo, acido caffeico e le vitamine C e E.

Fenolo è nell’albero della cannella e l’acido cinnamico possono trovarsi nei succhi di frutta (mela, uva, arancio, ananas e pomodoro) e negli aromatizzanti per dolci e cibi

Un altro fenolo e’ il pinene, che si usa in pasticceria, bevande, condimenti, dolci-caramelle e gelato. E’ nei pomodori, patate, mango, e banane. Il pepe nero è dal 5% al 9% formato da pipenina

iL legno per il barbecue e l’amora aggiunto di barbecue in certi cibi contiene fenoli e cosi’ pure il latte e i derivati del latte prodotti quando le mucche consumano cibo che contiene fenoli come i semi di cotone (mangime)

TANNINI:
I tannini hanno una varieta’ di effetti sulla biologia umana includendo reazioni con medicine e un effetto cititossico sui linfociti del sangue periferico. Ci sono anche prove che suggeriscono che i tannini inibiscono l’assorbimento del rame (la pinicillamina induce il pemfigo – chelati di rame).

Tannini si trovano nelle noci “kola” noci nere, mirtilli, ciliegie, lamponi, more, avocado, banana, mele, mango, pere, cachi, melanzane, e buccia d’uva

Caffe’, semi di cacao, zenzero, ginseng, aglio, rosmarino, arrowroot (fecola di maranta), ajowan (vescovo di erbacce), yucca, coriandolo, cumino, pepe nero, foglie di cassava, guarana, e i gambi della vaniglia.

La birra, il vino e le bibite (coca cola ecc.) hanno tannini aggiunti.
Anche le carrube e l’additivo noce di betel che e’ molto usato fuori dagli USA

Secondo l’articolo, l’incidenza del fogo selvagem (la forma di pemfigo sudamericana) cala quando la popolazione va a vivere in aree dove c’e’ l’acqua clorinata.

Fonte: http://www.pemphigus.org

Gli Immunosopressori

Quando un immunosoppressivo è usato con il prednisone, la dose dello stesso può spesso essere ridotta. Per questa ragione, gli immunosoppressivi sono spesso chiamati le medicine “risparmiatrici” degli steroidi. L’uso di un immunosoppressivo che riduce l’uso di steroidi, perciò, può aiutare ad abbassare gli effetti indesiderabili del prednisone.

Gli immunosoppressivi più comuni per trattare il pemfigo sono: azathioprine (e.g. Imuran®)
mycophenolate mofetil (MFM or CellCept®)
cyclophosphamide (Cytoxan®)Un altro valido farmaco immunosoppressivo per trattare il PV è il methotrexate.
Anche la Cyclosporine (Sandimmune®) viene usata per trattare il pemfigo, più frequentemente fuori dagli Stati Uniti.
Controindicazioni e precauzioni:*
Mentre possono essere molto efficaci nel trattamento del pemfigo e del pemfigoide , gli immunosoppressivi possono avere effetti collaterali seri. Questi includono mal di stomaco, nausea, vomito, dolori addominali, scurimento delle urine, feci chiare, e l’itterizia ( colore giallastro della pelle o del bianco degli occhi ). Un altro effetto collaterale serio è la riduzione dell’attività del midollo osseo, ma questo può essere monitorato con esami del sangue regolari. Saltuariamente, i pazienti che prendono immunosoppressivi, svilupperanno la pancreatite (infiammazione del pancreas) alcuni mesi dopo che hanno iniziato le terapie con queste medicine.
*Ricorda che queste medicine sono spesso ben tollerate dai pazienti di pemfigo e di pemfigoide. Comunque qualche effetto collaterale che puo’ colpire alcuni pazienti è sempre tenuto in considerazione.Molta attenzione deve essere sempre presa quando si usano gli immunosoppressivi. Di seguito vengono riportati alcuni utili suggerimenti. Evitare l’esposizione ad infezioni. Stare lontani da persone colpite da raffreddori, influenza, o altre infezioni.
Non prendere queste medicine con altre medicine, incluse quelle da banco, senza prima parlarne con il tuo dottore.
Per minimizzare potenziali problemi, lavarsi le mani prima di toccarsi gli occhi o all’interno del naso dopo avere maneggiato queste medicine. Ogni qualvolta possibile non dovrebbero essere usati da donne incinte senza attentamente valutarne i pro e contro nell’uso degli stessi. L’uso di immunosoppressivi dovrebbe essere evitato in pazienti che allattano.
Esami di sangue dovrebbero essere eseguiti di routine, perché queste medicine possono abbassare alcuni valori del sangue.Websites collegati:Azathioprine (Imuran®)

http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/druginfo/medmaster/a682167.html
http://www.rxlist.com/cgi/generic/azathioprine.htm
http://www.healthcentral.com/mhc/top/001686.cfm?src=ls
http://www.medsafe.govt.nz/consumers/cmi/i/Imuran.htm
http://www.medicinenet.com/azathioprine/article.htm
http://www.drugstore.com/pharmacy/drugindex/rxsearch.asp?search=imuran Mycophenolate (MFM or CellCept)

http://www.rocheusa.com/products/cellcept/
http://www.rxlist.com/cgi/generic3/cellcept.htm
http://www.classkids.org/library/cellcept.htm
http://www.drugs.com/sch/cellcept
http://www.drugstore.com/pharmacy/drugindex/rxsearch.asp?search=cellceptMethotrexate (Rheumatrex®, MTX®)

http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/druginfo/medmaster/a682019.html
http://www.rxlist.com/cgi/generic/mtx.htm
http://www.medicinenet.com/methotrexate/article.htmCytoxan http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/druginfo/medmaster/a682080.html
http://www.rxlist.com/cgi/generic3/cyclophosphamide.htm
http://www.medicinenet.com/cyclophosphamide/article.htm
http://wwtrx=1Z5007 w.drugstore.com/pharmacy/drugindex/rxsearch.asp?search=cyclophosphmide&expand=Cytoxan& Cyclosporine (Sandimmune®, Neoral®)

http://www.nlm.nih.gov/medlineplus/druginfo/medmaster/a601207.html
http://www.mayoclinic.com/invoke.cfm?objectid=8745B9BB-9FBC-4D1D-A29C6C4A888BE5E0
http://www.drugstore.com/pharmacy/drugindex/rxsearch.asp?search=cyclosporine

Fonte: http://www.pemphigus.orgTraduzione: vittoria@gregorio.fsnet.co.uk — www.pemfriends.co.uk

Le medicine che sopprimono il sistema immunitario, chiamati anche immunosoppressivi, sono di solito usati nella combinazione con il prednisone. Questi tipi di medicine sono usati per i pazienti che hanno avuto trapianti di organi o tessuti, quale il trapianto di rene. Essi diminuiscono le difese naturali dell’organismo ai corpi estranei, in tal modo prevenendo il rifiuto dell’organo trapiantato da parte del soggetto. Questo calo nell’attività del sistema immunitario del corpo fa si, che gli immunosoppressivi siano utili nel trattamento di malattie autoimmunitarie, come il pemfigo ed il pemfigoide.

Peptimmune: studio sul peptide PI-0824

Peptimmune Inc. e Orphane Europe stanno lavorando insieme per sviluppare ulteriormente la immunoterapia con il peptide PI-0824.
Lo scopo di questa collaborazione, è di portare sul mercato un nuovo farmaco, più efficace, in grado di curare questo raro disagio della pelle autoimmune , minaccioso per la vita stessa.
La immunoterapia con il peptide della Peptimmune per il pemfigo volgare ha già completato la Fase I/II dello sviluppo clinico.
La sostanza del farmaco attivo nel PI-0824 contiene la cellula T immunodominante di DSg3 (desmogleina 3).
La Compagnia ha identificato l’epitope stabilizzato su diverse linee di ricerca, inclusa una cristallografia a raggi X;
Analisi strutturali basate sul computer e studi immunologici con le linee cellulari hanno dimostrato pazienti affetti da pemfigo Volgare con uno specifico allele MHC Class.
Il peptide che contiene la sostanza attiva del farmaco nel PI-0824, è un peptide sintetico costituito da 19 amminoacidi.

L’approccio della Peptimmune alla cura del pemfigo volgare è di ristabilire uno stato di tolleranza nel sottoinsieme delle cellule CD4+ che distinguono l’epitope pemfigo immunodominante dalla desmogleina 3 in modo di non stimolare ulteriormente le cellule B patogene a proliferare e produrre anticorpi.
Lo scopo di questa nuova terapia è quello di sopprimere selettivamente la produzione di anticorpi anti-DSg3, gli agenti patogeni del Pemfigo Volgare.
Attualmente, la maggior parte dei pazienti affetti da Pemfigo Volgare è curata con alte dosi di stereoidi e farmaci che sopprimono il sistema immunitario nello sforzo di diminuire la produzione di questi anticorpi.
Sfortunatamente, queste medicazioni sono accompagnate da seri effetti collaterali che spesso continuano a risultare anche dopo la cessazione dell’uso dei farmaci.
Si spera che l’uso del PI-0824 ridurrà o addirittura potrà potenzialmente eliminare il bisogno di alte dosi di stereoidi e di farmaci per sopprimere il sistema immunitario.

Sviluppo PreClinico
Gli studi non-GLP preliminari vennero effettuati su topi e cani.
Quattro studi GLP vennero effettuati sempre su topi e cani in modo da esaminare in maniera più completa la tossicità del PI-0824.
In dosi superiori ai 100 mg/kg nei topi e superiori ai 30 mg/kg nei cani non è stata percepita nessuna evidenza di tossicità sistematica.
I risultati di questi quattro studi, insieme alle pubblicazioni sulla evidente tolleranza indotta dalla peptina negli studi clinici e preclinici su diversi disagi autoimmuni, rendono evidente il fatto che una somministrazione endovenosa di PI-0824 nei pazienti affetti da Pemfigo Volgare può condurre ad un miglioramento del loro disagio apportando rari, se non nessuno, effetti collaterali restii.

— articolo originale —

Peptimmune Inc. and Orphan Europe are working together to further develop PI-0824 peptide immunotherapy. The aim of the collaboration is to bring to market a new efficient drug to treat this rare, life-threatening, autoimmune skin disease. Peptimmune’s peptide immunotherapy for pemphigus vulgaris has completed Phase I/II clinical development. The active drug substance in PI-0824 contains the immunodominant T-cell epitope of DSg3 (desmoglein 3). The company identified the epitope based on several lines of research, including x-ray crystallography; computer based structural analysis and immunologic studies with cell lines obtained from PV patients with a specific MHC Class II allele. The peptide that comprises the active drug substance in PI-0824 is a synthetic peptide consisting of 19 amino acids.

Peptimmune’s approach to the treatment of pemphigus vulgaris is to re-establish a tolerant state in the subset of CD4+ cells that recognize the immunodominant pemphigus epitope from desmoglein 3 to no longer stimulate pathogenic B-cells to proliferate and produce antibody. The goal of this new therapy is to selectively suppress the production of anti-DSg3 antibodies, the pathogenic agent in pemphigus vulgaris. Currently, most patients with PV are treated with high doses of steroids and drugs that suppress the immune system in an effort to decrease the production of these antibodies. Unfortunately these medications are associated with serious and difficult side effects that often result in the discontinuation of their use. It is hoped that use of PI-0824 will reduce or potentially eliminate the need for high dose steroids and drugs that suppress the immune system.

Preclinical Development
Preliminary non-GLP studies were conducted in mice rats and dogs. Four GLP studies were conducted in mice and dogs in order to more fully examine the toxicity of PI-0824. In doses up to 100 mg/kg in mice and up to 30 mg/kg in dogs there was no discernible evidence of systemic toxicity. The results of these four studies together with published evidence of peptide-induced tolerance in preclinical and clinical studies on several autoimmune diseases, provide evidence that intravenous administration of PV patients with PI-0824 may lead to the amelioration of their disease with few, if any untoward side effects.

Fonte: http://www.peptimmune.com/

Nota dell’ ANPPI: Purtroppo comunichiamo alle persone che hanno letto questo articolo che in data 13 gennaio 2010 un incaricato della Peptimmune ci ha risposto così:

Dear Signora dell’ Anppi,
We are no longer developing PI-0824.

I am sorry that I do not have better news.

My best,

T. P. M.

President & CEO

Peptimmune, Inc.

64 Sidney Street, 4th Floor

Cambridge, MA 02139

+1 (617) 642-8677 mobile/voicemail

Siamo spiacenti ma le aspettative su questa ricerca sono state deludenti e la ricerca sembra sia stata abbandonata. Noi ci interesseremo ugualmente nel caso ci fossero delle variazioni.
Staff. Pemfigo.it


Pemfigo

1 – Che cos’è

Il nostro sistema immunitario produce degli anticorpi che, in condizioni normali, attaccano i batteri ed i virus ostili in un costante sforzo di mantenerci sani.

In una persona affetta da Pemfigo, invece, il sistema immunitario percepisce in modo errato le cellule epiteliali e/o le membrane mucose, credendole estranee all’organismo, e le attacca.

Gli anticorpi che attaccano le cellule del proprio stesso organismo sono chiamati auto-anticorpi.

La parti della cellula che vengono attaccate dagli auto-anticorpi, quando si soffre di Pemfigo, sono delle proteine chiamate desmogleine.

Le desmogleine, sono la “colla” che tiene insieme le cellule epiteliali adiacenti, mantenendo intatta l’epidermide.

Quando gli auto-anticorpi attaccano le desmogleine, le cellule si separano l’una dall’altra, e la pelle diventa, di fatto, “scollata”, vale a dire che le cellule epiteliali non sono più attaccate fra loro.

Ciò provoca delle vere e proprie lesioni simili a delle ustioni o vesciche che non riescono a guarire.

In alcuni casi, le vesciche arrivano a ricoprire una consistente parte dell’epidermide.

Ci sono diversi tipi di Pemfigo, ed una diagnosi precoce è fondamentale.

Esiste una predisposizione genetica in alcuni gruppi umani che manifestano una accentuata incidenza di questo disagio.

Ma il Pemfigo colpisce persone di ogni “razza” e provenienza, e dunque è pressoché impossibile stabilire chi ne sarà affetto.

2 – I diversi tipi di Pemfigo

Esistono svariate tipologie di Pemfigo Volgare. La IPPF (Fondazione Internazionale Pemfigo e Pemfigoidi) tuttavia focalizza la propria attenzione su Pemfigo Volgare, Pemfigo Foliaceo e Pemfigo Paraneoplastico. Noi siamo qui per aiutarvi ad affrontare qualsiasi tipo di disagio, vescica, lesione da autoimmunità.

Il diagramma qui sotto indica dove esattamente avvengono le spaccature fra le cellule epiteliali.

Le spaccature da Pemfigo Volgare si presentano nello strato sopra-basale dell’epidermide (cioè nello Stratum Spinosum), mentre le lesioni da Pemfigo Foliaceo si presentano esattamente sotto lo strato corneo della pelle.

Pemphigus

Pemphigus vulgaris (PV)

Il termine “Volgare” significa “COMUNE”, ed in effetti il Pemfigo Volgare è la forma più diagnosticata fra tutte.

Le vesciche e le ulcere iniziano quasi sempre ad apparire dentro il cavo orale.

Dato che la pelle è un organo, il Pemfigo è considerato una malattia che affligge gli organi, ma è importante tenere presente che non si manifesta negli organi interni.

Le vesciche possono arrivare al massimo alla profondità delle corde vocali, non oltre.

Il Pemfigo Volgare non causa cicatrici permanenti a meno che non vi siano lesioni infette.

Nel Pemfigo Volgare, gli auto-anticorpi attaccano le proteine “colla”(chiamate desmogleine) che mantengono attaccate le singole cellule epiteliali, e le lesioni sono molto dolorose.

A volte può capitare che le lesioni possano lacerarsi al semplice tatto.

Prima di scoprire i farmaci per curare questo disturbo, il Pemfigo Volgare era letale nel 99% dei casi, ma, al giorno d’oggi, con le terapie moderne, la mortalità è scesa tra il 5% ed il 15% dei casi. Foto del pemphigus vulgaris.

Pemphigus Foliaceus (pf)

Invece, con il Pemfigo Foliaceo, le ulcere e le vesciche non si presentano all’interno del cavo orale.

Ulcere crostose e fragili vesciche appaiono prima di tutto sul viso e sul cuoio capelluto, e solo successivamente appaiono anche sul petto e sulla schiena.

Gli auto-anticorpi sono prodotti dal sistema immunitario, ma attaccano solamente la desmogleina 1.

Le vesciche sono superficiali e spesso causano prurito, ma non dolore come quelle da Pemfigo Volgare.

Nel Pemfigo Foliaceo, possono presentarsi lesioni della pelle che la possono sfigurare, ma la mortalità causata dalla malattia è molto inferiore rispetto a quella causata dal Pemfigo Volgare. Foto del foliaceus di pemphigus

Paraneoplastic Pemphigus (PNP)

Il Pemfigo Paraneoplastico è la forma più grave di Pemfigo.

Spesso compare in persone che si sono già viste diagnosticare tumori maligni.

Fortunatamente, è anche il più raro.

Sono quasi sempre presenti ulcere molto dolorose all’interno del cavo orale, sulle labbra e nell’esofago; possono comparire anche diversi tipi di lesione epiteliali. Inoltre, il Pemfigo Paraneoplastico può colpire i polmoni.

In alcuni casi, una diagnosi che rivela la presenza del Pemfigo Paraneoplastico porterà i medici a cercare un tumore nascosto.

Talvolta il tumore sarà benigno e la malattia potrà regredire dopo che quest’ultimo sarà rimosso.

E’ fondamentale sapere che queste condizioni sono rare e molto differenti dalle altre forme di Pemfigo.

Gli anticorpi presenti nel sangue sono differenti, e questa differenza viene determinata da test di laboratorio.

NB: Il Pemfigo benigno a trasmissione ereditaria chiamato anche Hailey-Hailey NON è una sindrome autoimmune.

L’Hailey-Hailey è una forma genetica di Pemfigo.

3 – La diagnosi

Proprio per il fatto che è molto raro, il Pemfigo è spesso l’ultima malattia che viene considerata nel formulare una diagnosi.

E’ opportuno consultare immediatamente un dermatologo se si presentano lesioni nel cavo orale o sulla pelle.

Una diagnosi tempestiva permetterà una cura migliore e al livello più basso di dosi per quanto riguarda i medicinali.

Ci sono tre criteri che devono essere presenti per una diagnosi precisa:

- Presentazione clinica adeguata: un esame visuale delle lesioni cutanee.

- Biopsia delle zone lesionate: Un campione di pelle affetta da vesciche viene esaminato al microscopio per determinare se le cellule sono tra loro separate alla maniera tipica del Pemfigo. In più, con la biopsia, può essere determinato lo strato esatto della cute nel quale avviene la separazione delle cellule.

- Immunofluorescenza diretta: Il campione di pelle prelevato tramite biopsia viene trattato in modo da individuare gli anticorpi che attaccano la desmogleina nella pelle. La presenza di questi anticorpi indica la presenza del Pemfigo.

Oltre a quanto scritto sopra, esiste un altro test diagnostico che può essere utilizzato, chiamato Immunofluorescenza indiretta.

Esso misura la quantità di anticorpi da desmogleina presenti nel siero del sangue.

Può essere utilizzata per ottenere un chiarimento più completo sul decorso della malattia.

In più, esiste anche un’analisi del siero per rivelare la presenza degli anticorpi da desmogleina, conosciuta con il nome di ELISA.

Anche se in molti casi esiste una reale correlazione fra l’analisi ELISA e la malattie, non è sempre così in tutti i casi analizzati.

4 – Chi si ammala di Pemfigo?

Al momento, non sono disponibili statistiche definitive sulla presenza effettiva del Pemfigo nella popolazione, ma si stima che ogni anno il numero di nuove diagnosi sia superiore a più di 5 casi su 100.000 persone ed inferiore ad un caso su un milione, tenendo conto che dipende anche dal tipo di Pemfigo e dall’etnia della popolazione ammalata.

E’ risaputo che il Pemfigo affligge persone di diverse etnie e di diverse origini, ma esistono determinati gruppi etnici (come per esempio gli ebrei dell’Europa dell’Est, le popolazioni mediterranee e quelle del Nord dell’India e della Persia) sui quali si è riscontrata una maggire incidenza di casi di Pemfigo.

Uomini e donne si ammalano allo stesso modo.

Alcune ricerche suggeriscono che potrebbe essere possibile avere una predisposizione genetica al Pemfigo.

Sebbene di solito si manifesti in pazienti di mezza età ed anziani, il Pemfigo Volgare ed il Pemfigo Foliaceo possono presentarsi anche in giovani adulti ed addirittura nei bambini.

Il Pemfigo Volgare ed il Pemfigo Foliaceo (quest’ultimo è il più comune in questo caso) possono presentarsi anche su cani, gatti, cavalli e capre.

Il Pemfigo è sempre l’ultimo disagio ad essere preso in considerazione nel formulare una diagnosi.

Se si presentano lesioni alla pelle o al cavo orale persistenti, è bene consultare un dermatologo.

Una diagnosi precoce permetterà una cura tempestiva e dai dosaggi leggeri di farmaci.

5 – La cura

La cura del Pemfigo Volgare, prevede l’utilizzo di uno o più farmaci.

Inizialmente, il Pemfigo Volgare è curato attraverso corticosteroidi.

Gli altri medicinali vengono solitamente somministrati insieme ai corticosteroidi.

CORTICOSTEROIDI

Spesso sono necessarie dosi sufficienti di costicosteroidi per portare il Pemfigo al di sotto dei livelli di guardia, e solitamente si utilizzano il Prednisone ed il Prednisolone.

Una volta che la situazione sarà sotto controllo, la dose di steroidi sarà ridotta via via per minimizzarne gli effetti collaterali.

Nonostante questo, molti pazienti dovranno continuare ad assumere una dose di “mantenimento” per continuare a tenere sotto controllo la malattia.

IMMUNOSOPPRESSORI

Azatioprina (Imuran, marchio registrato)

Micofanolato mofetil ( CellCept, marchio registrato)

Ciclofosfamide (Cytoxan, marchio registrato)

Ciclosporina

FARMACI ULTERIORI

Altri medicinali vengono somministrati ciclicamente con vari effetti, fra i quali:

- Dapsone

- Iniezioni di oro

- Metotrexate

- Tetraciclina, Minociclina o Dioxicilina combinata con Niacinamide.

- Farmaci biologici, molti dei quali (Rituxan, Remicade, Enbrel) sono in sperimentazione clinica.

Tutti i farmaci sopraccitati possono provocare seri effetti collaterali.

I pazienti che ne fanno uso devono fare periodicamente analisi del sangue e delle urine.

Esistono prove del fatto che la cura è più leggera e facile da affrontare nei primissimi stadi della malattia.

La cura dovrà comunque rapportarsi all’attività autoimmune provata clinicamente,

Una immunofluorescenza indiretta (conteggio degli autoanticorpi) darà come risultato generale un conteggio elevato quando il Pemfigo è più attivo, e più basso o non individuabile quando invece la malattia sarà in fase di remissione..

Ad ogni modo, queste indicazioni non sono sempre valide.Il test del conteggio degli autoanticorpi sarà utile se effettuato su pazienti che assumono una costante dose di farmaci.

Se il conteggio risulta basso, significherà che i rigonfiamenti saranno sotto controllo. Se il conteggio invece sarà elevato, potrebbe voler significare che ci sarà bisogno di cure ulteriori.

Attualmente, nessuno studio ha dimostrato che le terapie alternative /omeopatiche , o qualsiasi altro metodo non tradizionale di cura possa essere stato utile durante la terapia.

Per ottenere il miglior risultato possibile, la somministrazione delle cure tradizionali è d’obbligo.

E’ comunque da tenere presente che, una volta che la malattia sia sotto controllo, le terapie alternative potranno essere un valido aiuto contro gli effetti collaterali causati dai farmaci.

Se il proprio medico di base non è aggiornato sulle cure e le terapie odierne volte a combattere il pemfigo, non esitate a contattarci.

6 – Convivere con il Pemfigo

In generale, il Pemfigo può essere tenuto sotto controllo al punto che, a parte l’assunzione di alcune medicazioni giornaliere, lo stile di vita dei pazienti che lottano contro questa malattia non è molto diverso da quello che era prima del Pemfigo, una volta che la situazione è sotto controllo.

Nonostante tutto, però, esistono casi in cui il Pemfigo può debilitare moltissimo la persona e, oltre a essere causa di intere giornate di lavoro perdute, può provocare perdita di appetito, impossibilità di mangiare normalmente, perdita di peso, insonnia, disturbi emozionali, per arrivare poi al ricovero in ospedale.

Solitamente questi effetti collaterali sono più spesso associati alla prima fase della malattia, mentre si è alla ricerca della diagnosi corretta.

Una volta fatta la diagnosi ed iniziata la cura, solitamente i pazienti tornano ad una vita quasi identica a quella che conducevano prima.

Il grosso dell’impatto negativo che il Pemfigo ha sulla vita dei pazienti è il risultato degli effetti collaterali causati dal Prednisone.

Il Diabete Tipo 2 ( diabete indotto dagli steroidi) è un tipico effetto collaterale da Prednisone e crea il bisogno di seguire una dieta diversa rispetto a quella abituale.

In generale, questo tipo di diabete diminuirà man mano che le dosi di Prednisone verranno ridotte, e sparirà completamente quando si smetterà di assumerlo.

Molti pazienti che assumono Prednisone, inoltre, soffrono di disturbi emozionali e cambi di umore repentini.

Se questi ultimi sono ripetuti e seri, spesso si useranno altri medicinali per mitigarne l’effetto.

Un altro disturbo abbastanza comune causato dall’assunzione del Prednisone è l’aumento di peso.

E’ raccomandata una dieta ricca di proteine, povera di grassi e carboidrati, associata ad esercizio fisico costante.

L’osteoporosi, il glaucoma e la cataratta sono altri effetti collaterali abbastanza comuni, e visite frequenti associate a check-up regolari permetteranno ai pazienti che assumono il Prednisone di fronteggiare al meglio questi effetti collaterali con le dovute attenzioni e terapie appropriate.

E’ fondamentale assicurarsi che tutti i medici e gli specialisti che si stanno occupando del paziente siano in contatto l’uno con l’altro e siano coscienti delle varie cure somministrate, in modo da evitare conflitti fra i vari principi attivi e per assicurarsi che il medicinale somministrato da ognuno di essi agisca in armonia con gli altri.

Inoltre, tutti i test di laboratorio di cui si è in possesso vanno consegnati automaticamente a tutti gli specialisti ed i medici coinvolti.

STRESS

I possibili effetti dello stress durante le prime fasi e durante le crisi di gonfiore del Pemfigo non sono ancora del tutto chiari.

Molti pazienti affetti da Pemfigo riportano una apparente relazione diretta fra l’accumulo di stress e i rigonfiamenti causati dall’attività autoimmune.

Altri pazienti invece sembrano non avere problemi con la malattia causati dallo stress.

Se Lei crede che lo stress stia aumentando la gravità delle lesioni, sarebbe opportuno cercare di risolvere il problema che genera lo stress.

Ovviamente non si può sempre scegliere quali situazioni vivere e quali no, per evitare lo stress, ma spesso la maniera di affrontare la fonte di stress può essere leggermente modificata in modo da minimizzarne l’impatto negativo.

Uno dei metodi più comuni per riuscire a ridurre lo stress è quello di dialogare apertamente e sinceramente con un compagno, un amico o terapista.

Avere qualcuno disposto ad ascoltarci e sostenerci aiuta molto.

Un altro metodo per ridurre lo stress è quello di ridurre gli obiettivi che si vogliono raggiungere, insomma, togliere un po’ di “carne dal fuoco” in modo da raggruppare le idee e riprendersi.

E’ bene, prima di devolvere nuovamente il proprio tempo e le proprie energie a nuovi obiettivi e nuovi “extra”, cercare di concentrarsi al massimo sulla propria salute e sul modo di riacquistarla.

7 – Nutrizione

Come nel caso dello stile di vita, anche le maggiori preoccupazioni per quanto riguarda la nutrizione sono date dall’assunzione di Prednisone.

Per tenere sotto controllo una fase critica del Pemfigo, è solitamente prescritta una dose abbondante di Prednisone.

Quest’ultimo è un farmaco steroide glucocorticoide che richiede di essere associato ad una dieta ricca di proteine, povera di grassi, Sali e carboidrati, e che presti particolare attenzione ai livelli di calcio e potassio presenti nell’organismo.

E’ anche necessario assumere integratori di calcio e vitamina D.

Ovviamente è molto importante seguire una dieta sana, ma ciò è ancora più importante per le persone affette da Pemfigo in modo da mitigare gli effetti collaterali dati dai farmaci e per dare all’organismo tutto ciò di cui ha bisogno per combattere il malessere e ricostituirsi.

L’Acidophilus, un batterio benefico presente nello yogurt e nei supplementi alle diete, è raccomandato particolarmente per chi assume antibiotici.

Prima di apportare cambiamenti alla dieta, è bene comunque parlarne e discutere della dieta che si sta seguendo con il proprio medico o dietologo.

E’ stato documentato che alcuni pazienti abbiano una sensibilità nei confronti dell’aglio, ai porri ed alle cipolle, quindi è possibile che questi alimenti possano innescare o peggiorare le crisi ed i rigonfiamenti.

Un membro dell’IPPF Medical Advisory Board, la dottoressa Sarah Brenner di Israele, sta attualmente svolgendo ricerche in questo campo.

Per saperne di più, può Leggere “Foods that eat you” (i cibi che ti mangiano).

Ulteriori informazioni nutrizionali:

- USDA tutto quel che c’è da sapere sul cibo…eccetto il gusto!

- USDA (informazioni nutrizionali generali)

- Gli articoli sulla nutrizione della clinica Mayo

- Sodio

- Calcio

- Potassio

Se invece ha problemi di deglutizione, legga le informazioni fornite dalla Clinica Mayo.

8 – Curare il Pemfigo

Sebbene la preoccupazione di coloro i quali convivono quotidianamente con il Pemfigo sia considerevole, non andrebbe sminuito nemmeno l’impatto che esso ha sui membri della famiglia, compagni e medici.

Molte persone traggono vantaggi dai gruppi di discussione Online non solamente per quanto riguarda il paziente, ma anche per sé stessi, per avere più informazioni, per sapere come prestare assistenza in modo migliore ed eventualmente per ricevere supporto da altri che si trovano nella stessa situazione.

Se Lei è vicino ad una persona affetta da Pemfigo, si senta libero di utilizzare i gruppi di discussione Online come un mezzo ulteriore per approfondire le Sue conoscenze e per aiutarSi nell’attività svolta, ed allo stesso modo aggiunga la Sua esperienza e conoscenza per dare una mano a chi ne avrà bisogno.

Essere vicini ad un malato è una sfida. L’incertitudine della malattia, e il bisogno che molti hanno di apparire sempre forti ed ottimisti nei confronti dei pazienti, spesso creano stress e difficoltà anche nel professionista più bravo, e rendono la sfida ancora più grande.

Uno dei mezzi per affrontare al meglio la situazione è quello di ottenere più informazioni possibile.

Quando il Vostro compagno porrà una domanda, sarà per esso di grande conforto sentire una risposta pertinente.

In generale, ci sono motivi per essere ottimisti nei confronti delle cure ed il controllo del Pemfigo.

Comprendere le basi della malattia, oltre al protocollo medico di base, aiuterà Lei ed il suo compagno a rendersi conto che non si è soli e che l’esperienza che state affrontando ora è già stata affrontata da molte altre persone, prima.

Fonte: http://www.pemphigus.org/-pemphigus.html