Archivio delle Categorie: ARTICOLI – Indice

 Cosa ci insegna sugli antibiotici il batterio killer Corriere della sera 27/6/2011 Dell’ E.coli 0104:H4, quello che in Germania ha colpito 3600 persone e ne ha uccise 39 si è detto e scritto molto. E’ stata la più grave epidemia … Leggi l’articolo completo

Cari lettori, Senza dubbio la Direttiva europea sull’assistenza sanitaria transfrontaliera è un nuovo importante passo per migliorare la qualità e l’accesso ai servizi sanitari per i pazienti! Questa politica sta ponendo le basi per l’organizzazione futura dei servizi sanitari nell’Unione … Leggi l’articolo completo

Piero Cassano – famoso Cantautore italiano

Incontro a Roma  con Piero Cassano:

…..a nome e per conto di me stessa in primis, ma anche di coloro quanti avrebbero voluto e dovuto esserci in quella giornata, in quell’ “ INCONTRO “, dove le nostre anime, con le nostre parole, ricordi, speranze e progetti, hanno toccato ed incontrato una persona “ SPECIALE “, che ci ha dedicato il suo tempo, ci ha ascoltati ed ha saputo leggere e capire quanto cuore e motivazione c’è nella nostra Associazione, e nonostante tutti gli impedimenti razionali e fisici, ha deciso di essere :

UNO DI NOI E CON NOI

Grazie Piero, mi hai detto più volte di darti del tu, ricordi?…. e non nella speranza, ma nella certezza di incontrarti ancora…
A   presto. Claudia

ecco le foto:


Piero Cassano  sarà presente  al prossimo Convegno sul Pemfigo/Pemfigoide che si terrà  all’IDI di Roma -  il 5 di maggio 2011.

Arrivederci ….  a  Roma.

Staff/ Pemfigo.it

 

 

Parlamento Europeo/Malattie Rare

Il Parlamento Europeo adotta la Direttiva sull’applicazione dei diritti dei pazienti relativi all’assistenza sanitaria transfrontaliera

Il 19 gennaio il Parlamento Europeo ha votato a favore dell’adozione di una Direttiva europea che consente ai pazienti di attraversare, quando necessario, i confini nazionali per cercare assistenza sanitaria ed essere comunque rimborsati dalle autorità nazionali del proprio Stato. I rappresentanti dei pazienti applaudono a questo voto storico che istituisce un nuovo diritto per i pazienti e in particolare per quelli affetti da malattie rare. Attraverso questa Direttiva, gli Stati Membri si impegnano a garantire che i propri cittadini si rechino all’estero per ottenere una diagnosi corretta, assumendosene la responsabilità finanziaria. La Direttiva sarà adottata formalmente ad aprile dal Consiglio dei Ministri. Gli Stati Membri hanno tempo fino al 2013 per tradurla in legge nazionale. Per saperne di più

Fonte: http://www.eurordis.org

Staff. Pemfigo.it

 


Nuova indagine di EURORDIS sull’accesso dei malati ai farmaci orfani in Europa

drugsA settembre 2010, EURORDIS e 10 Federazioni Nazionali delle Malattie Rare hanno unito le proprie forze per raccogliere informazioni sulla reale situazione dei malati europei nei riguardi dell’accesso ai farmaci orfani. L’idea alla base di questo studio collaborativo era di scoprire se tutti i farmaci orfani che avevano ricevuto  l’autorizzazione alla commercializzazione in Europa, a partire dall’adozione del Regolamento europeo sui prodotti medicinali orfani nel 2000, fossero realmente disponibili per le persone affette da malattie rare in ciascuno dei loro Paesi.

Per realizzare questo obiettivo, le Federazioni Nazionali hanno raccolto informazioni direttamente attraverso i propri affiliati o tramite sondaggi inviati alle autorità nazionali competenti, alle farmacie, alle compagnie di assicurazione e ai professionisti del settore sanitario nei rispettivi Paesi. EURORDIS ha fornito un modello comune, ha inserito dati, effettuato l’analisi e dato un feedback sui risultati a tutti i partecipanti. Tutte le 20 Federazioni Nazionali facenti parte del Consiglio delle Federazioni Nazionali, sono state invitate ad unirsi allo sforzo di collaborazione e 10 di queste hanno accettato l’invito (Belgio, Danimarca, Francia, Grecia, Ungheria, Italia, Olanda, Romania, Spagna e Svezia).

L’indagine ha analizzato la questione dell’accesso a 60 farmaci orfani con un’autorizzazione alla commercializzazione in Europa. 480 su 600 questionari inviati (60 farmaci x 10 nazioni) sono stati rispediti compilati. La popolazione dei 10 Paesi partecipanti rappresenta 256 milioni di persone in totale e la misura delle persone che potrebbero essere potenzialmente interessate dall’indagine basata sulla prevalenza della malattia, rappresenta 2.1 milioni.

Il primo risultato apprezzabile dell’indagine è stato che, sebbene le associazioni di malati, sembravano essere, per i propri affiliati, le più ovvie fonti di informazione sulla disponibilità dei farmaci, era comunque molto difficile per loro ottenere dati comparabili tra Paesi e prodotti. Le informazioni sui prezzi erano particolarmente inconcludenti, in quanto molti malati in effetti non conoscono il prezzo ufficiale del farmaco nel proprio Paese, o il prezzo reale pagato dal proprio sistema sanitario nazionale.

Simona Bellagambi“Questa indagine è stata assolutamente necessaria per avere una prova chiara della situazione generale, prima di poter avviare la nostra battaglia per un accesso equo ai farmaci orfani. Come ho cominciato a raccogliere informazioni sui prezzi e la disponibilità dei farmaci orfani, mi sono resa conto di quanto questo fosse complesso, poiché è difficile disporre di informazioni chiare e i dati sono scarsi persino all’interno delle stesse associazioni”, spiega Simona Bellagambi di UNIAMO. “Ho imparato che ci sono meccanismi diversi e complicati per ottenere il prezzo finale. Infatti, grazie a quest’indagine, ho realizzato che in Italia vi è una grande differenza tra il prezzo, fissato dall’Agenzia Italiana del Farmaco, e il costo, coperto dal Sistema Sanitario Nazionale”.

Uno dei risultati più importanti dello studio è stato che per il 22% di tutti i farmaci orfani oggetto del sondaggio, le Federazioni Nazionali non erano in grado di dire se fossero disponibili o meno e, nell’8% dei casi, hanno confermato che i farmaci orfani non erano disponibili. “Tuttavia, 10 malati su 100 e, forse, 30 malati su 100 in Europa, non hanno accesso ai farmaci che non sono stati designati come orfani e non hanno ottenuto l’autorizzazione alla commercializzazione a livello europeo, ma per i quali le industrie hanno comunque ottenuto degli incentivi speciali e un sostegno finanziario”, afferma Yann Le Cam, Direttore Generale di EURORDIS. “Questo è inaccettabile ed è contrario sia allo spirito che al testo del regolamento europeo sui farmaci orfani”.

Un altro importante risultato è stato il numero di farmaci orfani disponibili per Paese partecipante. In Francia, Olanda e Danimarca il 90% dei 60 farmaci orfani autorizzati sono disponibili, mentre in Spagna, Grecia e Romania solo un terzo dei farmaci orfani autorizzati è disponibile sul mercato. Un terzo gruppo di nazioni tra le quali Italia, Ungheria e Belgio, hanno approssimativamente due terzi disponibili. Non è stato possibile includere i dati per la Svezia, in quanto non si disponeva di un numero adeguato.

Se si considera la disponibilità dei farmaci orfani per gruppi di malattie, la maggiore disponibilità riguarda le malattie metaboliche (64%) e i tumori rari (59%). Questo è in evidente contrasto con i farmaci orfani prescritti in altri campi terapeutici, come la cardiologia, la neurologia o l’ematologia, dove i farmaci sono meno disponibili. “Il problema della disponibilità dei farmaci orfani per il trattamento delle malattie metaboliche in tutti i Paesi è minore, il che dimostra che è possibile rendere un farmaco orfano disponibile in tutti i Paesi europei. Questo ha a che fare con un’organizzazione migliore e proattiva dei malati, degli specialisti medici e dei centri di eccellenza riguardo l’accesso ai nuovi farmaci”, sostiene Yann Le Cam.

“In alcuni Paesi la percentuale di malati che hanno accesso ai farmaci orfani sembra essere più alta della percentuale di farmaci orfani disponibili. A prima vista sembra essere una buona notizia, tuttavia, approfondendo l’analisi, vediamo che sono i farmaci che trattano le condizioni più rare ad essere meno disponibili. Pertanto, sebbene meno persone siano affette, la realtà per ciascuno di questi malati è più drammatica”, spiega il dottor Faurisson, Consulente per la Ricerca Clinica presso EURORDIS. “Attraverso lo studio è risultato ovvio che più rara è la condizione e più piccolo è il Paese, meno i malati hanno accesso ai farmaci orfani”.

Un altro risultato rivelato dall’indagine è stato che i farmaci orfani rimasti più a lungo sul mercato non diventano più ampiamente disponibili. “Sebbene la quarta indagine di EURORDIS sulla disponibilità dei farmaci orfani nel 2007 abbia alimentato la speranza che questi farmaci potessero essere disponibili in sempre più Paesi, l’indagine del 2010 mostra che, sfortunatamente, l’aumento di disponibilità dei farmaci più vecchi, dopo un periodo iniziale di 2 anni, è rimasta tristemente stabile”, sostiene il dottor Faurisson.

L’indagine ha inoltre esplorato la situazione sul prezzo in ciascun Paese partecipante. La prima conclusione importante è che i prezzi ufficiali sono differenti in tutti i Paesi e possono variare in maniera significativa. Ma la seconda e più importante conclusione è che il prezzo ufficiale può essere differente dal costo reale. Queste differenze nel costo rendono difficile il confronto tra Paesi e la valutazione del peso finanziario dei farmaci orfani sul sistema sociale. “Una cosa è chiara: in alcuni Paesi, il governo è in grado di negoziare dei prezzi migliori per la propria popolazione, rispetto ad altri”, afferma sempre il dottor Faurisson. “E’ evidente che c’è un potenziale per un prezzo europeo per evitare che i venditori dei Paesi in cui il prezzo è più basso, possano riesportarli nei Paesi dove invece il prezzo è più alto. Ma soprattutto, per evitare che i malati e la società paghino di più in quei Paesi dove il potere di negoziazione è minore”.

Indagine di EURORDIS sull’accesso dei malati ai farmaci orfani in Europa

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta nell’edizione di Marzo 2011 della newsletter di EURORDIS
Autore: Paloma Tejada
Traduttrice: Roberta Ruotolo
Fotos: © EURORDIS & Wikimedia Commons

Page created: 26/02/2011
Page last updated: 01/03/2011

Fonte: Eurordis
Staff: pemfigo.it

A.N.P.P.I.

SITO UFFICIALE

Associazione Nazionale Pemfigo/Pemfigoide Italy

↓Gestito dagli Ammalati↓

Video 1: D.ssa De Pità – Video 2: Incontro ammalati Pavia/Messina

♦↔♦

In alto:

  • sulle singole pagine e sottopagine:  trovi informazioni pratiche ed importanti che ti istruiscono sul come, dove e cosa fare quando ti ammali.

Sulla destra alla voce:

  • categorie: trovi gli articoli di interesse maggiore che esistono in rete in merito alla nostra malattia.

Ti consiglio di andare su Contatti per  vedere  il responsabile di zona più vicino a te e su "Testimonianze e Commenti" per trovare (cliccando su di esso) il nostro FORUM (per soci e non) che ti darà conforto e potrai renderti conto di quanto le nostre storie, all’inizio, siano molto simili purtroppo in modo negativo.

Avrai la possibilità di:

  • contattare altre persone con pemfigo/pemfigoide.
  • dare e ricevere informazioni utili ai malati e loro familiari.
  • sostenere le esigenze delle persone malate di PV, PF, PB, P.IDE Bolloso.

Puoi iscriverti alla nostra Associazione leggendo le indicazioni nella pagina: Iscrizione ANPPI oppure inviando una mail a info@pemfigo.it e ti verrà data la password.

Insieme con

UNA SPERANZA COMUNE PER UNA MALATTIA SINGOLARE

Staff/ pemfigo.it

Articolo di Antonella/Cosenza

• Martedì 23 Novembre 2010

Da Testimonianze e Commenti:

Articolo scritto da Antonella di Cosenza

clicca su articolo

Nuove ipotesi patogenetiche nel Pemfigo indotto da farmaci

Ruolo dell’acetilcolinesterasi e meccanismi di autofagia. [Tesi di dottorato]

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II°

  • Abstract
  • Il pemfigo è una malattia autoimmune potenzialmente letale, che interessa la cute e le mucose, caratterizzata dal distacco delle cellule dell’epitelio stratificato (acantolisi).
    Il pemfigo si sviluppa in seguito ad un’ interazione tra fattori endogeni (genetici) ed esogeni. Infatti, in letteratura sono riportati differenti casi di sviluppo o esacerbazione della malattia in pazienti direttamente esposti a pesticidi, o sottoposti al trattamento con farmaci come il captopril o l’enalapril per periodi prolungati, oppure in pazienti che assumono regolarmente alcuni cibi contenenti tannini o vegetali appartenenti alla specie Allium (Raff, 1993; Hetts 1998, Thomberry, 1998; Nicholson, 1999; Gervais, 1999; Ona, 1999; Contassot, 1999). Gli anticorpi circolanti, prodotti nel corso della malattia, sono considerati responsabili della formazione di bolle e di erosioni della pelle e delle mucose.
    Questo progetto di ricerca è stato suddiviso in due fasi. Nella prima fase è stato valutato l’effetto del captopril sul metabolismo dell’acetilcolina, in cheratinociti umani. L’acetilcolina (ACh) è un importante mediatore dell’adesione cellulare che interviene sulla crescita, differenziazione, adesione, motilità, formazione della barriera cellulare, secrezione ghiandolare e modulazione della microcircolazione (Kurzen et al., 2007). I cheratinociti umani sintetizzano acetilcolina non neuronale, che agisce a livello locale, regolando alcune funzioni cellulari come proliferazione, adesione cellulare, contatti cellulari mediati dai desmosomi (barriera funzione) e attività ghiandolare (Wessler et al., 2003). Il pemfigo è caratterizzato dalla presenza di autoanticorpi diretti contro la desmogleina 1 e la desmogleina 3. Oggigiorno è stato però dimostrato che tra i vari autoanticorpi ci sono anche quelli diretti contro le subunità dei recettori dell’acetilcolina α3 e α9 e la pemfassina. In particolare, gli autoanticorpi diretti verso i recettori dell’acetilcolina sono stati trovati nell’85% dei pazienti con pemfigo volgare e pemfigo foliaceo.
    A tale proposito, l’interesse del nostro lavoro è stato rivolto alla modulazione dell’acetilcolina durante le manifestazioni acantolitiche del pemfigo. In particolare, è stato valutato se il captopril, noto induttore di pemfigo, potesse interferire con il rilascio di Ach, modulando l’acetilcolinesterasi (AChE), enzima deputato alla sua degradazione. Mediante RT-PCR e western blot sono stati valutati i livelli di espressione di AChE, in colture primarie di cheratinociti (NHEK) e HaCat trattati con captopril. In seguito, per valutare l’effetto del captopril su AChE, è stato eseguito un saggio enzimatico. Infine, per valutare l’effetto della riduzione di ACh sulla coesione cellulare è stata analizzata l’espressione di alcuni geni coinvolti nell’acantolisi quali la metalloproteinasi 9 (MMP-9), la desmogleina 3 (DSG3), la caspasi 3 e la caderina E. Nella seconda parte del progetto, sono stati analizzati i pathway di morte cellulare attivati da differenti molecole, noti induttori di pemfigo. Scopo di questa seconda fase è di verificare se nella patogenesi del pemfigo intervengono diversi pathway di morte cellulare oltre a quello accertato di tipo apoptotico. Essendo, il pemfigo una malattia multifattoriale, l’attenzione si è focalizzata sul pemfigo indotto da farmaci e da molecole presenti negli alimenti. Colture primarie di cheratinociti (NHEK) e HaCat sono stati trattati con acido tannico, derivato allilico e ampicillina, tutti noti induttori di pemfigo, per valutare mediante RT-PCR i livelli di espressione di beclin-1 e μ-calpain, rispettivamente marcatori di autofagia e necrosi programmata. Inoltre, è stata valutata l’espressiome della MMP-9, DSG3, caspasi 3 e caderina E. Gli esperimenti sono stati condotti anche in presenza di inibitori specifici per l’apoptosi.

    Tipologia di documento: Tesi di dottorato

    Coordinatore del Corso di dottorato: Marone, Gianni marone@unina.it
    Tutor della Scuola di dottorato: Ayala, Fabio ayala@unina.it
    Stato del full text: Inedito
    Data: 27 Novembre 2009
    Numero di pagine: 68
    Istituzione: Università degli Studi di Napoli Federico II
    Dipartimento: Patologia Sistematica
    Tipo di tesi: Dottorato
    Stato dell’Eprint: Inedito
    Scuola di dottorato: Medicina Clinica e Sperimentale
    Denominazione del dottorato: Fisiopatologia Clinica e Medicina Sperimentale
    Ciclo di dottorato: XXII
    Codice identificativo: 3804
    Depositato il: 19 Maggio 2010 11:27
    Ultima modifica: 19 Maggio 2010 11:27

    Fonte: http://www.fedoa.unina.it/3804/


    Terapie naturali?

    Mercoledì 1 Settembre 2010

    Domanda: Pemfigo bolloso: le terapie naturali possono essermi di aiuto?

    Risposta:

    Il pemfigo bolloso è una malattia autoimmune.
    Uno dei concetti più importanti che cerchiamo di spiegare ai nostri pazienti riguarda il funzionamento del sistema immunitario. Non ci interessa che comprendano tutte le diverse interazioni molecolari e cellulari alla base della loro patologia, ci interessa invece che abbiano in mente una rappresentazione di quello che succede quando esiste una patologia autoimmune. Le interazioni tra sistema immunitario e sistema nervoso sono state ben caratterizzate ed è importante prendere in considerazione questa prospettiva quando si cerca di spiegare una patologia di questo tipo.

    Possiamo immaginare il nostro sistema immunitario come i soldatini disposti sulle mura di un castello. Al centro di questo, seduti sul trono, ci sono il principe o la principessa, che impartiscono ordini ai soldatini. In questo modo il nostro sistema immunitario sa riconoscere le minacce e si attrezza per combatterle. Fintanto che la principessa ad esempio impartisce gli ordini corretti non ci sono problemi, ma se questa ha deciso di scappare alle Hawaii o è nascosta sotto il trono a piangere per i traumi subiti, i soldatini fanno quello che vogliono e possono sparare ai bersagli sbagliati, possono spararsi tra di loro e addirittura mirare alla principessa. Quando il sistema immunitario è mal regolato insorgono allergie, immunodeficienze, malattie autoimmuni e forme tumorali. Tutto questo discorso è importante per puntare l’attenzione sulla componente emotiva che deve sempre essere presa in considerazione quando si affrontano patologie come il pemfigo bolloso.

    Una delle speranze più intriganti delle teorie che mettono in stretto rapporto il sistema immunitario e il sistema nervoso riguarda la possibilità di intervenire sul “sistema uomo” attraverso piani differenti arrivando, in ogni caso, ad un riequilibrio di tutto l’organismo. Proprio per questo un tassello fondamentale nel trattamento delle patologie autoimmuni riguarda l’identificazione e il trattamento delle eventuali allergie alimentari ritardate (intolleranze alimentari). La rieducazione dell’organismo alla tolleranza passa attraverso una dieta di rotazione settimanale in cui si prevedono giorni di astinenza dagli alimenti a cui si è risultati intolleranti e giorni in cui è necessario reintrodurli per permettere il recupero della tolleranza. Ricordiamo ancora una volta la pericolosità delle diete di eliminazione. Inoltre l’identificazione tramite il Test DRIA dei vaccini iposensibilizzanti a bassa dose più indicati favorisce un più rapido e duraturo recupero della tolleranza.

    Con il trattamento delle ipersensibilità alimentari andiamo a lavorare sull’infiammazione generale dell’organismo. Alcuni studi scientifici hanno dimostrato come, nelle patologie autoimmuni, la riduzione dei livelli generali di infiammazioni sia determinante nel processo di guarigione mettendo in piena luce il ruolo dell’infiammazione immunitaria derivata da quello che si mangia. Queste considerazioni rappresentano la base del nostro approccio a tutte le patologie infiammatorie e in particolare a quelle derivate da un’autoimmunità, cui poi, di volta in volta deve essere aggiunta la corretta somministrazione di minerali, o i fitoterapici necessari per integrare il trattamento farmacologico classico già in corso, valutando nel tempo le possibilità di riduzione o di sostituzione farmacologica in relazione controllata ai benefici ottenuti.

    Questo tipo di trattamento fa parte integrante della nostra modalità di lavoro.

    Cordialmente,

    Gabriele Piuri e dott. Attilio Speciani
    Staff Medico Eurosalus

    Fonte: http://www.eurosalus.com/lettere/lettere/pemfigo-bolloso-le-terapie-naturali-possono-essermi-di-aiuto.html